sabato, 08 agosto 2009

Mi hanno richiamatooooh!
Ho firmatooooh!
Per un annooooh!

(Sia benedetto chi mi ha salvato dalla casalinghitudine che mi stava distruggendo).
(Dico solo che in un momento di noia ha fatto la limonata)
(La li-mo-na-ta).

(Scenda l'oblio).
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giovedì, 23 luglio 2009

L'aspetto più pericoloso dei miei arresti domiciliari ancora in corso è l'indulgenza allo shopping online.
Ma che soddisfazione, cavolo, aver speso un nonnulla, non aver dovuto sgomitare per i saldi e -- soprattutto -- aver azzeccato tutte le taglie, e senza nemmeno essere troppo pessimista.
Ora però, finché resto qui in ostaggio di una telefonata, sarebbe cosa buona e giusta sequestrarmi la carta di credito. Oh, sì.
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categoria : amour fou





mercoledì, 22 luglio 2009

Insomma, s'è qui in attesa, ancora.
I due-tre giorni per preparare il contratto sono diventati una settimana, e chissà che non si aspetti ancora. Il che non è nemmeno male, visto che è da settembre che lavoravo non-stop. Una pausa ci voleva. Le ferie sarebbero state preferibili, ma insomma, anche una pausa inaspettata e non retribuita non farà male. I mobili della cucina, per esempio, ne hanno giovato. Che là sopra, sopra sopra sopra, occhio umano non si posava da diversi mesi. La polvere, in compenso, aveva messo le radici.
Insomma, s'è qui, in attesa. La cucina è pulita. L'armadio riordinato. I rubinetti splendenti e liberi dal calcare. Ho fatto tutte quelle cose odiose che le donne annoiate fanno, insomma, in pieno furore casalingo. Tranne dare di bianco. Quello no. Mai stata capace.
Insomma, si aspetta. E cresce anche un po' l'irritazione per quelli che stanno diventando arresti domiciliari. State pronti, perché non sapete il giorno né l'ora. E di conseguenza, prendere un treno e farsi un giro (anche, banalmente, andare a trovare mamma e papà) è fuori discussione. La telefonata potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Conoscendo la mia fortuna, arriverebbe nel momento in cui salgo il primo gradino dell'eurostar. Restando in casa, limito i danni: la telefonata arriverà mentre sono insaponata sotto la doccia.
(Ma ve l'ho detto, dove sono finita?)
(No eh? No. A volte vorrei non saperlo io stessa.)
(E comunque, visti i recenti chiari di luna, finché non firmo non è detto.)
(E anche dopo la firma, hai visto mai.)
Nel frattempo, sfumato il furore casalingo, sopraffatta dall'angoscia per tutto ciò che ho lasciato in sospeso in ufficio, mi sono imposta un minimo di cazzeggio.
...
Ma non so se ce la faccio.
...
Che dite, è troppo caldo per pulire i vetri?
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martedì, 21 luglio 2009

Cosa vi siete persi (2).


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sabato, 11 luglio 2009

Desidero fortemente che arrivi ottobre.
Che ormai estate significa solo andare a lavorare con il caldo.
Finché il lavoro c'è.
Che ora come ora scado mercoledì, al termine di un fantastico contratto di 15 giorni.
Ci si legge presto.
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sabato, 09 maggio 2009

A.: "Ma oggi fai sei ore?"
B.: "Eeeeh... (affranta) purtroppo sì. Guarda, non so come farò a resistere fino alle due*."
(*) (B. lavora ogni giorno dalle 8 alle 12)
A.: "Sarai angosciatissima, ti capisco. Ma l'hai lasciata con tua madre?"
B.: "Eh, sì. Speriamo che mangi tutta la pappa."
(B. mi guarda. Si sente in dovere di aggiungere:)
B.: "Guarda, che angoscia. Non sai quanto vorrei essere a casa."
io: "Hai la bimba che non sta bene?"
B.: "Nooo, sta bene, sta benissimo. Ma oggi purtroppo devo recuperare due ore di permesso."
io: "Beh. Non so. Guarda il lato positivo. Io credo che impazzirei a stare a casa tutto il giorno con un bambino piccolo."
B.: "Eh, dici così perché non sei mamma. Poi capirai."
io: "O, forse, ho già capito e per questo non sono mamma."

<silenzio>

B. si attacca al telefono AZIENDALE. Si informa dello stato di avanzamento della pappa che le viene riferito con dovizia di particolari (un cucchiaio sì, uno no, poco formaggio, tutta la mela). Esprime dolore per la sua forzata assenza. Si fa passare la bambina.

B.: "Amoreeeeeeeeeeee... la mamma torna prestoooo..."

B. chiude la telefonata visibilmente provata. Muti sguardi di dissenso verso di me.

Note to self #2.
Mai discutere con una mamma, in un ufficio in cui sei l'unica non mamma a parte il collega gay che è pure in ferie.
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sabato, 02 maggio 2009

R.: "Ho comprato la mascherina".
L.: "Per la febbre suina? Hai fatto bene!"
R.: "Eh sì, facendo scalo a New York..."
io: "Non febbre suina, nuova influenza, come dicono."
L.: "Ah, adesso si chiama così?"
io: "Stanno cercando di evitare che gli stessi imbecilli che hanno mandato in rovina gli allevatori di pollame ai tempi dell'aviaria facciano fallire anche gli allevatori di suini."

Note to self #1.
Smettere di parlare in ufficio assumendo che le persone siano anche solo mediamente intelligenti.
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sabato, 07 marzo 2009

Quando si dice la carità cristiana.
Che schifo.
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sabato, 28 febbraio 2009

Cose imparate questa settimana.
Che si è tutti amici in tempo di pace, ma in previsione dei tempi di guerra è meglio, molto meglio, che le cose siano scritte nero su bianco.
Che alcune persone rifuggono appositamente il nero su bianco perché così, nei tempi di guerra, è molto più facile dare la colpa agli altri.
Che esistono posti in cui si fa finta di credere che 15 persone siano state in grado di fraintendere, ensemble, la stessa procedura.
Che l'umana bassezza non ha limiti quando si tratta di pararsi il fondoschiena.
Che non sarò mai responsabile di nulla, io, perché ho questa bizzarra abitudine di assumermi la responsabilità dei miei errori almeno dai tempi delle elementari.
Che, nonostante tutto, sono più contenta così.
Che un tramonto può rendere bella perfino la Roma-Fiumicino.
Che bisognerebbe lavorare in proprio, e da soli, per lavorare bene.
Che non tutto il male viene per nuocere.
Che alcune persone sono rimaste cristallizzate in un passato che io nemmeno ricordo più, come insetti nell'ambra.
Che il mio orizzonte è lontano, e respiro.
Che sono più povera ma più ricca.
Che sono contenta, comunque vada, di essere dove sono, finché ci sono.
Anche sulla Roma-Fiumicino.
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sabato, 14 febbraio 2009




(eravamo 16)
(siamo rimasti in 2)
(sì, sono una delle 2 "risorse" prorogate fino a maggio)
(e qualcosa mi dice che non sarò invitata alla serata in pizzeria organizzata dai non rinnovati)
(sono particolarmente tristi, le guerre tra poveri)













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