(dimmi quando quando quando)

(Nannucci non ce l'ha)
(Ricordi neanche)
(uffiiiiiiiiiiiiiiiiiiii)
(otto anni che aspetto: non tollero un altro singolo giorno)
(carosello)
Beh, qualcosa bisognerà pur dire.
Anche perché le strade stanno esplodendo e non credo sarà facilissimo dormire. Ho cercato di, ma non sono riuscita tanto a. Sono i primi Mondiali che non seguo. Che non mi appassionano. Mi sa che è la vecchiaia. Una volta spargevo addirittura il sale davanti alla tv. Cantavo l'inno e tutto. Adesso boh: ho provato a guardare la prima partita e sono riuscita solo a chiedere: "Ma Maldini non c'è più?" Scherno e sdegno dei presenti. Comprensibilmente. E dire che non ho chiesto di Baggio e Baresi. Al proposito ero abbastanza aggiornata. Insomma, non so: ho cercato di seguire, di tifare, ma il calcio non mi piace più da anni, ignoro chi e come e perché, e le ripresi satellitari che mostrano i giocatorini indistinti e minuscoli su questo enorme campo verde non aiutano. Stasera ho addirittura preferito una replica di Sex and the city. Italiana degenere, lo riconosco. Ho cambiato canale solo per il secondo supplementare e (nonostante la preparazione della tisana della sera, da brava vecchietta) ho visto i due gol. Beh, sono stata contenta. Non quanto il vicino di casa che deve aver perso una tonsilla nel vocalizzo di tripudio, ma sono stata contenta. Contenta di vedere questo (a me) sconosciuto fanciullo esultare senza violini e ciucciotti. Contenta di vedere segnare Del Piero e di poter dire "oh, questo lo conosco!!". Che bella cosa. Siamo in finale. Il vicino di casa sta approfittando della confusione generale, credo, per qualche lavoro di muratura. Ma stasera va bene così. Bravi Azzurri!!
E così, non ci sei nemmeno più.
L'ho saputo per caso, ieri, e oggi è il primo giorno di luglio, e il cerchio si è chiuso. Come è giusto che sia. Ho cercato disperatamente di pensare, ieri. Ma non sono più riuscita. E' stato come realizzare improvvisamente il vuoto, la chiusura del cerchio, e non essere più in grado di voltarsi indietro. Come è giusto che sia. Come è tempo che sia. Ieri è stato l'addio, dentro di me. Finalmente, forse. Il cerchio si è chiuso e io ne sono fuori. Le parole che avrei voluto dirti si sono sciolte tra le mie mani e non le riconosco più. Adesso capisco che non avevano senso. Non più. Adesso il cassetto è pronto, e tutti i guazzabugli del cuore possono trovarvi pace. Resteranno sempre da qualche parte dentro di me, ma non faranno più male. Perché è giusto così. Perché è tempo che sia così.
Spero che anche a te, in qualche cassetto, rimanga una briciola di me, di noi. Che non sia il resto di niente, come pare si dica dalle tue parti. Del luogo in cui sei nato, del luogo in cui ora vivi, mi è rimasta un'immagine frammentata di colori e frastuono, di bianco e di azzurro, barbagli di luce. Spero che dalle tue finestre si veda il mare. Spero che tu sia felice, sempre. Buona fortuna, con tutto il cuore.