domenica, 03 settembre 2006

(premessa: ho un bisogno spasmodico di essere un po’ snob)
(di rimarcare differenze)
(capisco e accetto che anche questa sia una forma di frustrazione)
(mi si perdoni quindi il post antipatico)
(ciò detto:)
 
Inaspettatamente, le ferie. Appurato che sulla busta paga sono già state caricate e che quindi posso usufruirne a piacimento, chiedo di getto la prima settimana di ottobre. Sguardi stupiti (perché nessuno va in ferie in ottobre) ma nessuna grossa difficoltà. Accettate. Due ore dopo approfittando della pausa pranzo ho già in mano la nuovissima edizione della guida Routard, in francese. Le colleghe chiedono, visibilmente perplesse, dove si possa mai andare al mare in ottobre. In effetti non vado al mare, ma a Parigi, per una settimana. Dico. La perplessità aumenta: le vacanze vere, dicono, si fanno al mare. Concilio, ma resta il fatto che (1) mi annoio dopo cinque minuti di spiaggia e (2) sono l’essere umano più predisposto all’eritema che esista sul pianeta. Ah, no, rispondono, io senza almeno due settimane di mare all’anno non posso vivere. Concilio di nuovo, ricordando l’estate a Creta, o le vacanze in Sicilia e in Calabria, e ammettendo che l’acqua e la luce e il paesaggio splendido fanno del bene, al corpo e all’anima, più di quanto ci si possa rendere conto. Già, dicono, e ammettono di attendere con ansia il fine settimana quando saranno nuovamente in corsa sull’A14.
Ah, dico io.
Eh, dicono loro: noi andiamo sempre a Rimini e ci divertiamo un sacco.
Paris j’arrive.
e' passato per la testa di spikette
alle ore 10:32 | P.link ¤ commenti (7) ¤ commenti (7)(popup)
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