domenica, 29 luglio 2007

A Ostia Antica c’è un castello e io l’ho scoperto solo l’altra sera grazie alla cenetta in un ristorantino splendido. Vicoletti arancioni con piantine rampicanti e tanti gatti. Gatti grassissimi che presumibilmente si sono ingrassati ulteriormente con i resti della mia spigola con patate.
A Ostia Antica c’è un castello, a me è tornata in mente la Rocca di Imola e m’ha preso la nostalgia.
Io non pensavo che avrei avuto nostalgia di casa e dintorni.
E invece ce l’ho.
Che poi Imola non è nemmeno casa, per me. Ma sarà per il periodo folle in cui correvo là ad ogni occasione, quando provava la Ferrari e c’erano Berger e Alesi (ma qualcuno se lo ricorda, Alesi, che è stato l’amour fou dei miei quindici sedici diciassette diciotto anni?), sarà per le tante insolazioni prese alle Acque Minerali, sarà per le corse lungo viale Dante quando perdevo il treno e chiamavo a casa chiedendo a mamma di venire a recuperarmi a Castel San Pietro perché avevo fatto tardi aspettando Jean all’uscita del paddock per il quindicesimo autografo sulla smemoranda (il tizio alla guardiola mi salutava al grido di “ciao biondina sei di nuovo qui?” - ho detto tutto…) … sarà per questo, o per il fatto che ultimamente si andava spesso con la bici in quella direzione, in mezzo ai frutteti che in primavera sono tra le cose più splendide che io abbia mai visto, e si fantasticava di comprare casa da quelle parti perché tanto c’è il treno e si arriva a Bologna in venti minuti. Sarà, insomma, ma con il neurone che è saltato dal castello di Ostia Antica alla Rocca e all’autodromo e poi al frutteto, la nostalgia m’ha preso davvero.
Ed è sciocco, perché se tornassi indietro non sarei felice, così come non sarei stata felice se fossi rimasta. Ma evidentemente una Itaca a cui rivolgere il pensiero mentre si è lontani serve davvero.

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categoria : roma, bologna, amour fou





mercoledì, 18 luglio 2007

Ieri ho affrontato per la prima volta Roma con i tacchi.
Non tanto alti, ma sottili e instabili.
Ufficialmente, perché avevo un colloquio e volevo essere adulta e presentabile.
Ufficiosamente, perché il fidanzato negli ultimi tempi ha ripetuto in modo apparentemente casuale ma sospetto quanto gli piaccio con quelle scarpine con il tacco che non indosso più e io ho immaginato fosse l’inizio della fine, il primo terrificante segnale della decadenza del rapporto a furia di convivenza e di nike con calzettini colorati.
Massì, mi sono detta. Tentiamo fiduciose: sampietrino non avrai la mia caviglia.
Beh, le caviglie sono integre. Il sampietrino assassino ha solamente trattenuto in un paio di occasioni il tacchetto facendomi sfilare il tallone dalla scarpa. Più terrificante si è rivelato il feroce, spietato asfalto semi-liquido nel quale sistematicamente affondavo lasciando dietro di me una scia di simpatici tondini a zig zag.
Nel dubbio che presto venga istituito un super bollo sui tacchi alti visto che danneggiano il manto stradale come e più dei SUV, le scarpine sono state riposte ordinatamente nella scarpiera in attesa di tornare a solcare in qualche fine settimana i levigati portici bolognesi.
Il fidanzato si rassegni alle scarpe da ginnastica.
Prometto di indossare dei calzettini molto sexy.

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categoria : roma





martedì, 10 luglio 2007

A che serve sposarsi se si è uniti per l'eternità dall'affitto e se testimoniamo il nostro amore di fronte all'intera società civile attraverso l'apertura del conto corrente cointestato?

Son cose.

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mercoledì, 04 luglio 2007

Rientro ora dal Fiction Fest.
Anteprima di Lost.
(Vorrei averlo scritto io).
Mi chiedo come potrò sopravvivere in attesa di.
(Vorrei averlo scritto io).
Due puntate bellissime.
Issime issime.
(Vorrei averlo scritto io).
A livello di sciocchezzuole, ammetto: a tratti mi sono unita agli squittii della sala.
Fidanzato innervosito perché da sempre tifa per Jack.
Bacio cinematograficamente splendido (è partito un applauso).
E soprattutto finalmente si sono decisi a (eh!).
Ma seriamente, che bello.
(Vorrei averlo scritto io).
Sono uscita in preda al delirio.
E ora non riuscirò a dormire.
(Vorrei averlo scritto io).
(Mannaggia).
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lunedì, 02 luglio 2007

Ohibò: il tempo passa.
(è assodato)
Le cose cambiano.
(e fin qui)
Già.
(già)
Perché poi non è che si possa vivere sempre in una selva di date.
(corsi e ricorsi, no?)
Anniversari, perfino.
(anniversari mancati, se vogliamo)
Non è sano.
(per niente)
Sono anche troppo vecchia per.
(in effetti)
E quindi basta.
(è l’ora)
Ho perfino degli sms che stanno lì da due anni.
(maledetti sms)
Basta, ora cancello tutto: è adolescenziale.
(direi piuttosto che è idiota)
Già.
(già)
Vado?
(vai)

(…)
… però, in fondo…
(molto in fondo)
In memoria ce ne stanno 200, di sms.
(eh)
C’è un sacco di spazio.
(è un fatto)
L’anno prossimo li cancello.
(senz’altro)

Sì.
(sì sì)
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