sabato, 22 novembre 2008

Con buona pace della minuta stregaMartìna che alzò le spalle e sorrise con sufficienza e mi liquidò con sussiego dall'alto della sua posizione di esperta e acculturata capo ufficio stampa, pare proprio che non avessi torto.
E questa è una gran soddisfazione.
Dall'alto del mio metroesettanta che mi permise, grazie a tacchi di modesta misura, di sovrastarla per un buon mezzo metro di altezza, idealmente, stregaMartìna, ti rivolgo un pensiero e una pernacchia.
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categoria : sisterhood





sabato, 15 novembre 2008

Di Facebook, ultimamente, si parla un sacco e dappertutto, e anche questo è stato già detto.
Io mi sono iscritta qualche tempo fa più che altro per condividere pensieri e foto a distanza con gli amici (veri) lontani. Sembrava una cosa simpatica e niente più.
Poi però cominciano a tormentarti quelli che vedono la foto e ti trovano carina e ti mandano messaggi equivoci e farciti di k, punteggiatura e simboli (ke ti ho vista ;-) e ke mi piacerebbe essere amici o anke di +).
Peggio, cominciano ad arrivarti richieste di amicizia di colleghi con cui hai instaurato una latente e reciproca antipatia che però non puoi ignorare perché altrimenti distruggeresti quel velo di ipocrita gentilezza reciproca che rende tollerabile la quotidiana frequentazione.
Il che significa, tra l’altro, che non puoi più nemmeno scrivere liberamente dell’imbecille nella scrivania accanto alla tua, visto che l’imbecille in questione si è insediato come tuo amico e ti legge.
Peggio ancora, quegli stessi colleghi cominciano a subissarti di inviti a gruppi idioti e volgari e di applicazioni ricolme di orsetti e cuoricini e abbracci e fette di torta e tazzine di caffè con il buongiorno.
Ma c’è un lato ancora peggiore a cui, ingenuamente, non ero preparata.
Cioè che cerchi un amico, e curiosi tra i suoi amici, e tra gli amici degli amici, e spunta lui, cavolo, con tanto di foto, dopo tre anni di silenzi malintesi e sms smozzicati di cui si è abbondantemente detto. Spunta così, e tu pensi che è davvero lo svilimento di qualsiasi umano sentire, ritrovarlo lì in un’immagine silente a metà tra la foto segnaletica e la lapide mortuaria, e che tutte le puttanate inutilmente sentimentali che ti eri andata ripetendo sugli incroci delle strade e sul non avere nemmeno un’immagine di lui se non quella impressa nei ricordi sono tutte, appunto, puttanate.
Nel 2008, nemmeno Jack Dawson potrebbe vivere solo nella memoria di qualcuno, perché l’anziana Rose avrebbe ritrovato Jack in una foto su Facebook, con il biglietto della Whitestar in mano e il Titanic sullo sfondo.
Bah.
e' passato per la testa di spikette
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categoria : fuori come va, maledetti sms