Insomma, s'è qui in attesa, ancora.
I due-tre giorni per preparare il contratto sono diventati una settimana, e chissà che non si aspetti ancora. Il che non è nemmeno male, visto che è da settembre che lavoravo non-stop. Una pausa ci voleva. Le ferie sarebbero state preferibili, ma insomma, anche una pausa inaspettata e non retribuita non farà male. I mobili della cucina, per esempio, ne hanno giovato. Che là sopra, sopra sopra sopra, occhio umano non si posava da diversi mesi. La polvere, in compenso, aveva messo le radici.
Insomma, s'è qui, in attesa. La cucina è pulita. L'armadio riordinato. I rubinetti splendenti e liberi dal calcare. Ho fatto tutte quelle cose odiose che le donne annoiate fanno, insomma, in pieno furore casalingo. Tranne dare di bianco. Quello no. Mai stata capace.
Insomma, si aspetta. E cresce anche un po' l'irritazione per quelli che stanno diventando arresti domiciliari. State pronti, perché non sapete il giorno né l'ora. E di conseguenza, prendere un treno e farsi un giro (anche, banalmente, andare a trovare mamma e papà) è fuori discussione. La telefonata potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Conoscendo la mia fortuna, arriverebbe nel momento in cui salgo il primo gradino dell'eurostar. Restando in casa, limito i danni: la telefonata arriverà mentre sono insaponata sotto la doccia.
(Ma ve l'ho detto, dove sono finita?)
(No eh? No. A volte vorrei non saperlo io stessa.)
(E comunque, visti i recenti chiari di luna, finché non firmo non è detto.)
(E anche dopo la firma, hai visto mai.)
Nel frattempo, sfumato il furore casalingo, sopraffatta dall'angoscia per tutto ciò che ho lasciato in sospeso in ufficio, mi sono imposta un minimo di cazzeggio.
...
Ma non so se ce la faccio.
...
Che dite, è troppo caldo per pulire i vetri?
e' passato per la testa di spikette
alle ore 16:50 |
P.link ¤
commenti (2) ¤
commenti (2)(popup)
categoria :
noi flessibili