lunedì, 05 maggio 2008

Stavo facendo un giro per i blog amici, collegamento umts permettendo.
E ho scoperto, grazie a Atipica, di essere finita qui.

Dunque io sono precaria perché la mia mente è
(copio e incollo):
• statica
• ferma nelle proprie posizioni
• predisposta a richiedere prima diritti di lavoro che a dimostrare le proprie competenze
• poco predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere
• solitamente convinta di saper fare solo perché conosce la teoria

Mi pare di capire che dietro alla brillante classifica ci sia la persona che tempo fa mi scrisse che ragionavo da precaria perché non avevo assecondato la mentalità (parole mie) mafiosetta e leccaculista dei miei referenti in ufficio. Non mi ha mai spiegato perché. Anzi io ritengo che se mi fossi comportata a quel modo (non professionale, puramente compiacente) sarei stata una precaria patetica che cercava di ingraziarsi penosamente i superiori. Ma si vede che ragiono male io, con la mia mente statica e ferma nelle mie posizioni.

Mi sembrava anche che, a leggermi, si capisse che mi piace lavorare bene, (a volte penso: stupidamente), anche quando molti attorno a me non lo fanno, anche quando non faccio il lavoro per il quale ho studiato e che vorrei diventasse il lavoro della vita.

Sulla questione delle competenze mi sfugge una risata isterica: ho lavorato a progetto per un anno e mezzo dodici ore al giorno a ottocento euro al mese, con un contratto rinnovato di tre mesi in tre mesi, e nonostante la melliflua titolare mi esaltasse nei suoi discorsi alle truppe come la colonna portante dell’azienda, quando (ribadisco: dopo un anno e mezzo di troppo lavoro malpagato) ho chiesto di più del misero contratto che avevo, ha preferito di gran lunga lasciarmi andare e rimpiazzarmi dall’oggi al domani con una ragazza nuova reclutata in quattro e quattr’otto con un annuncio sul web.

Per dire che quel “Hai le competenze per fare un determinato lavoro, e le dimostri? Allora sei assunta, con tutti i diritti normali di lavoro” è davvero, davvero una splendida favoletta a cui pensavo non credesse più nessuno. Se mi si indica la strada, ci vengo anche io nell’isola che non c’è.

La questione dello stipendio si commenta da sola: chi viene pagato in funzione degli obiettivi normalmente viene pagato molto bene. A noi danno un tot (poco) all’ora, e che lavori bene o male non c’è differenza, perché non importa a nessuno.

Forse questo non è chiaro: che non importa a nessuno.
O meglio: se lavori bene non importa a nessuno.
Se lavori male, ovviamente, si incazzano.

Il mio attuale lavoro nel mio progetto di vita ha la funzione di coprire l’affitto. Nonostante questo, ho proposto procedure nuove, basate sull’esperienza in altre aziende simili, e ho persino riscritto tutte le email in inglese che prima del mio intervento assolutamente volontario e gratuito erano tradotte in un inglese fantozziano. Le mie referenti sono state molto soddisfatte e lo vedo, lo percepisco, che sono contente di me, tanto che mi hanno affidato fin troppo presto, rispetto agli standard, altre mansioni. (Mi chiedo tra l’altro, se avessi scritto più spesso quelle belle osservazioni autoincensanti sarei stata considerata più flessibile e meno precaria?) (affascinante quesito).
E la loro stima è l’unica cosa che mi rattrista al pensiero che tra qualche settimana al massimo darò le dimissioni perché ho avuto una proposta migliore, veramente flessibile e (toh!) pagata bene e ancor meglio a seconda degli obiettivi raggiunti.

A loro, alle mie referenti, probabilmente dispiacerà vedermi andare via.
Me l’hanno già detto, un po’ scherzando e un po’ no, dopo la discussione della tesi.
Ma il fatto è: al di là di loro, non importa a nessuno.
Non importa a chi comanda, a chi paga, a chi deve portare a casa il profitto.
A quella persona, come a tante altre persone in Italia, importa solo guadagnare tanto e spendere il meno possibile, pagare le persone un tot (poco) all’ora e non averle sul groppone quando si ammalano o partoriscono.

Tutto qua.

Già Atipica aveva notato l’ottima compagnia.
Io mi chiedo cosa ho fatto per meritare addirittura di essere nella stessa lista di Riccardo Marassi.
O cosa ha combinato lui per finire accanto a me.

Mah.
e' passato per la testa di spikette
alle ore 18:36 | P.link ¤ commenti (76)
Commenti
#1   05 Maggio 2008 - 18:47
 
Flessibilità? Ma che bella parola. Utile come il fondotinta ultracoprente: ne spalmi un bello strato e non si vedon più nè pori dilatati nè voglie nè cicatrici. Proprio un make up perfetto. Ma basta un po' di detergente, e le brutture son di nuovo lì.
Quanti patetici tentativi di abbellire lo sfruttamento! Ma è inutile, non ci riuscirebbe manco Diego Della Palma...
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#2   05 Maggio 2008 - 21:02
 
Caspita, che POST!
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#3   05 Maggio 2008 - 21:22
 
Ho dovuto rileggere sia te che i tuoi link un paio di volte.
Sono influenzata e i neuroni ciondolano in vestaglia.
Quindi non far caso a me.

Ma:
A parte che non trovo niente di precario nelle tue idee (né, mi sia consentito, in quelle di Marassi); tutto ciò che hai di precario, e non per tua scelta, è la tipologia di contratto di lavoro, che aborro, non tanto perché non definitivo, quanto perché consente ai datori di lavoro il suo utilizzo indiscriminato anche ove non giustificata eccetera eccetera, mentre mette i lavoratori eccetera eccetera, a novanta credo sia l'espressione giusta, anche se non signorile.

Spik, non ti curar di loro
ma guarda
e passa.

In bocca al lupo per il tuo futuro futuro :***
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#4   05 Maggio 2008 - 21:24
 
"anche ove non giustificato" ovcors

I neuroni, le vestaglie... ;)
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#5   05 Maggio 2008 - 23:02
 
Ehilà, compagna, anche tu fra i cattivi? Ci sono anch'io, con l'altro blog. Sono l'unica mente precaria che sta per lasciare il lavoro fisso...mi sto confondendo...
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#6   06 Maggio 2008 - 00:28
 
Il colpo di genio
o sei flessibile..
o sei precario..
oooo..rullo di tamburi..
puoi essere flessibile/precario!
Ma quale mente tanto "dinamica" avrà inventato tutto ciò?!
utente anonimo

#7   06 Maggio 2008 - 02:06
 
Per una mente precaria - purtroppo - l'isola che non c'è è poco visibile, ma di questo non ci si deve stupire.

Sono gli altri a vederla, non lei.

Tutte le cose che dici in questo post ti qualificano per quella che sei, ed attenzione, non è inferno o paradiso come ci racconta la scottata atipica, è solo mente flessibile e/o mente precaria.

Anche una mente precaria ha il suo paradiso, se è felice così nella sua condizione.

La tua categorizzazione è perfettamente calzante, in particolare quando fai riferimenti alla politica (menti flessibili possono essere di destra o di sinistra, questo è indifferente), allo stipendio, al chiedere invece di creare,

Se lavori bene importa a tutti. Ma non conta solo lavorare bene, in un moderno mondo del lavoro.
Conta anche come si sta nell'ambiente di lavoro, e l'aria che si respira intorno a ciascuno di noi.

Non è cosa scrivi di te a farti precaria, ma è quello che traspare dal dietro a quello che racconti.

Nel nuovo posto dove andrai, se porterai gli atteggiamenti e i pensieri di ora, non sarai una flessibile, e la carriera ti si fermerà presto.

Al contrario, evolverà verso ottimi risultati se sarai in grado di migliorarti nell'approccio alla vita e al mondo del lavoro.

La strada per l'isola che non c'è quindi, nessuno te la può e te la deve indicare.

Sei tu che, se sei flessibile, sei in grado di trovarla da sola, come moltissimi ragazzi della tua età senza famiglie importanti alle spalle quotidianamente fanno, con discreti successi.

Se ne conosci pochi, inizia a guardare fuori dai tuoi paraocchi: ti farà certamente bene.

Per Riccardo Marassi: come avrai capito, essendo dotata di intelligenza, a noi non interessa chi sei, sei sei stupida, o intelligente, o ignorante oppure piena di cultura, e via dicendo.

Non è questo che ti da idee flessibili e/o precarie.

E' invece l'approccio alla vita, e le idee con cui a questo ti accingi quotidianamente che ti fa invece flessibili o precaria.

Tu e Marassi avete quindi molte + cose in comune di quanto si possa pensare dopo un'analisi superficiale.


@rosibindi
la tua malattia era la tua salvezza - un peccato tu stia sfiorendo.

:-)




:-)

Un abbraccio
utente anonimo

#8   06 Maggio 2008 - 14:55
 
Ah ah ah, che massa allucinante di flessibili banalità! :-D
Certamente il ritenere che il settecentesco paradigma adamsmithiano sia fulgido ed inamovibile, peraltro senza reali motivazioni, a parte propaganda neoliberista da quattro soldi, è sintomo di enorme flessibilità mentale...
Prendi ciò che devi nei termini più sensati: ti hanno fatto un complimento, magari non se ne rendono conto, certo, ma è così...
P.S.
Spese mediche? Niente di grave spero...
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#9   06 Maggio 2008 - 15:07
 
A me stupisce il fatto che una persona che non mi conosce, che evidentemente mi legge poco e male, che sicuramente non mi ha mai visto lavorare, pontifichi con tanta e ostentata sicurezza su come sono, persino sulla mia mente. Peraltro mi giudichi in base a un misterioso qualcosa che traspare quando invece mi sembra di avere raccontato molti episodi ben più concreti. O traspare che sono antipatica perché mi danno fastidio le persone frivole e ignoranti? Se è così sì, sono una grandissima stronza. Stronza e precaria, pensa.

Le tue frasi scritte così per benino da non significare concretamente nulla sembrano uscite da quei manualetti per aspiranti manager che legge mio zio, promotore finanziario o guerriero della luce a seconda. Fantastico il discorso sulla creatività: vacci tu, a rispondere a centocinquanta chiamate al giorno in un call center, e vediamo se sai essere creativo. E' già tanto se conservi un po' di cervello per ragionare sulle cose.

Ti assicuro, perché sono anni che ci sbatto il muso, che a nessuno importa nulla se lavori bene o no. Importa a volte a chi con il tuo lavoro deve fare i conti (perché se lavori bene lavorano meno loro), ma non a chi quel lavoro te lo paga. Se pensi di conoscere così profondamente me (anche se davvero non capisco come), sappi che quattro anni fa, dopo due contratti a tempo determinato, io e tutti i miei colleghi non siamo stati confermati per l'indeterminato. E non alla cicciociccio srl, ma alla Vodafone. Penso che su quaranta persone qualcuno bravino (pardon, flessibile) ci fosse. Ma ci hanno mandati a casa, TUTTI, perché costava meno rimpiazzarci con altrettanti interinali, che poi naturalmente hanno fatto la stessa fine. Perché questa cosa l'ha decisa un ragioniere della sede di Milano, e non certo chi ci vedeva lavorare tutti i giorni. Stranamente, tutti quelli entrati nel mondo del lavoro prima della legalizzazione del precariato sono dentro, con il loro bel contratto a tempo indeterminato. Erano tutti flessibili, immagino.

Davvero non lo capisci? O mi verrai a dire che per l'azienda la risorsa umana "formata" è preziosa? Perché dovrebbe esserlo? Hanno persino inventato dei contratti dove la formazione non è retribuita e qui a Roma (città con un mercato del lavoro bestiale - da bestiame , letteralmente) vanno per la maggiore. Ma non è solo questo: davvero tu pensi che in Italia la qualità del lavoro sia un valore? Prova a chiamare un qualunque call center: vogliamo scommettere che se hai un problema serio da risolvere ti incazzi perché dall'altra parte non trovi nessuno che abbia la volontà (prima ancora che i mezzi) per aiutarti? Ma davvero non ti sei mai trovato davanti a quelli che ti dicono sbadigliando "mi mandi un fax", o a quelli che fanno finta di ripararti lo scooter, o a quelli che vengono a vedere cosa si è rotto nella lavatrice con le mani in tasca? Ma dove vivi, che vengo anche io?

Il nuovo posto in cui andrò, pensa, è il soggiorno di casa mia. Perché mi hanno proposto un'attività autonoma e la cosa più bella sarà lavorare BENE, vale a dire con passione e con impegno.

Quando arrivi sull'isola che non c'è, mandami una cartolina. E buon viaggio.

Che poi non ce l'ho con te, figuriamoci, ma per la mentalità da frasette fatte che hai dimostrato. Sei un datore di lavoro nato.
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#10   06 Maggio 2008 - 15:48
 
"Datore di lavoro nato"... scusa, Spik, se non fosse per la serietà di quello che hai scritto, credo che mi ribalterei dalle risate...

(E, per chi non lo sa, io ho il contratto a tempo indeterminato per eccellenza, ma questo non mi autorizza a schifare chi fa, per scelta o per non scelta, altre cose, come non autorizza gli altri a schifare me (la nota ovviamente non è per la padrona di casa e per i suoi amici))
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#11   06 Maggio 2008 - 17:32
 

Al call center, o in lavori analoghi, ci siamo passati tutti giovane amica.

La differenza è il come da questi posti usciamo mentalmente ...

... possiamo uscire flessibili, possiamo uscire precari, siamo noi che lo scegliamo.

Non traspare che sei antipatica, traspare che sei una mente precaria.

Non è un pregio, non è un difetto, ma è una caratteristica.

A molti importa se lavori bene, è triste sentirti dire il contrario, anche perchè non corrisponde al vero, ma sembra solo un dato di frustrazione contenuto nel tuo io.

Il tuo caso Vodafone: il datore ha fatto una cosa forse eticamente non perfettamente bella. Ma ha fatto la sua convenienza, lo poteva fare per legge, e dal suo punto di vista ha fatto bene.

Forse siete voi che dopo 4 anni, avete pensato che quello fosse un posto a vita, e che ci fosse il dovere di stabilizzarvi.

Questi sono gli errori di concetto di una mente come la tua.

La verità è che non si finisce mai di imparare, e che nulla è per sempre, in particolare nel mondo del lavoro, a meno che non dipenda dalla nostra volontà.

Per l'azienda la risorsa umana formata è sempre preziosa, fino a che rimane preziosa nel gioco dei costi/benefici.

Tu avevi un contratto a termine, se l'azienda di avesse voluta li per sempre, lo avresti avuto a tempo indeterminato.

Per l'azienda quindi sei stata preziosa, ma a termine, come indicato nel tuo contratto.

In Italia la qualità del lavoro è una grande risorsa. Forse non sei stata abbastanza qualitativa da essere scelta per qualcosa di meglio?

Provocazioni a parte, ci chiediamo dove viva tu, o meglio: sappiamo dove vivi ...

... nel mondo che reinterpreti in maniera negativa. Questo ti fa mente precaria.

Inizia a vedere le cose con una luce diversa, e cerca di capire che il mondo non è quello che "credi" di vedere, ma è ben altro.

Allora farai del bene per te e per chi ti sta vicino.

Un autonomo lo deve essere dentro, non solo di nome, ma anche di fatto. Speriamo questo ti aiuti a diventare una mente flessibile.

Siamo già in tanti sull'isola, se ci mandi il tuo indirizzo ti manderemo volentieri una cartolina.

:-)

Dispiace comunque vedere che continui a fare la mente precaria ... ma questa sei tu.

Accettiamoti tutti per quel che sei.

:-)

Un abbraccio

utente anonimo

#12   06 Maggio 2008 - 17:37
 
Spe mi sto perdendo, tra post e "posti" e commenti (tra l'altro trovo sempre la Thu dappertutto ;P)
Rileggo con calma!
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#13   06 Maggio 2008 - 17:49
 
Decisamente Guerriero Della Luce, sì...e io che cercavo di dare delle giustificazioni teoriche, sia pure di scarsa qualità...
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#14   06 Maggio 2008 - 17:59
 
Flessibile amico, hai dimenticato di dire che se sorridi la vita ti sorriderà, che quando vuoi qualcosa, per ottenerla basta crederci, e che l'essenziale è invisibile agli occhi.
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#15   06 Maggio 2008 - 18:37
 
Hai ragione Rosi, chiediamo venia.

A noi tutti è successo sempre quello che tu dici.

:-)

Un abbraccio.
utente anonimo

#16   06 Maggio 2008 - 18:44
 
(Angela, la Thu' è come il prezzemolo, ovunque e q.b. )

(Scusa Spik, per l'uso improprio...)
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#17   06 Maggio 2008 - 20:15
 
Spikette, non so se sei precaria o flessibile (vedi una volta eravamo più efficaci, dicevamo "traballante" ) però -sicuramente - possiamo affermare che sei trasparente ;)
ciao bella
a.
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#18   06 Maggio 2008 - 22:16
 
Giovane amico, di nuovo le frasette fatte e nemmeno una risposta alle mie (credo più concrete) obiezioni.

Che tu non legga è dimostrato anche dal fatto che io non ho mai scritto che ho lavorato quattro anni alla Vodafone, ma che questo è capitato quattro anni fa. E ti ripeto: sei libero di insinuare (senza conoscermi, come dicevo, il che dice tutto) che io non sia "qualitativa" nel mio lavoro. Mi chiedo però come sia possibile statisticamente che questo valga per decine di persone a ripetizione. Io ho scritto che le decisioni sul personale da confermare raramente le prende chi quel lavoro lo vede, ma tu, giovane amico, glissi.

Peraltro, ogni volta che esco da un call center e vado incontro a qualcosa di nuovo, per me è una liberazione. Se tu mi avessi letto, lo sapresti. Le tue parole supponenti non offendono tanto me, che ho trent'anni e altri obiettivi. Offendono tutte quelle persone, mie colleghe e colleghi che navigano verso i quaranta e passa e che, pur bravissimi, passano da un lavoro di tre mesi a un altro solo perché (parole tue) il titolare cerca la convenienza economica. E lo può fare sulla pelle delle persone perché alcune carognate legislative lo permettono.

Detto questo, basta.

Il tuo è un gioco scorretto: non discuti, non rispondi, spari frasette.

E quindi te ne sparo una anche io.
Mente precaria lo dici a tua sorella.

Trasparentemente tua.

(Grazie Angela). :-)
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#19   06 Maggio 2008 - 22:32
 
Una grande Spik!!!
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#20   06 Maggio 2008 - 22:43
 
Noi non giochiamo spikette, ne dobbiamo dare risposte necessariamente; non ce lo ha ordinato il dottore, lo facciamo se è utile, altrimenti non ha senso. Come dettoti, il nostro è un lavoro per voi di tipo neutro - te ne accorgerai anche tu abbi solo fede.

:-)

Non ti è stato detto che non sei qualitativa nel tuo lavoro, ma che sei una mente precaria. Sono 2 cose molto differrenti, immaginiamo tu lo sappia da sola.

Come tu ti sei chiesta perchè sei precaria, altri si sono chiesti perchè sono flessibili.

Tutti avete ricevuto risposte, siete molti di tutti quanti i tipi.

Ciò che offende i colleghi di cui parli sono solo le tue parole - che peraltro sono da perdonare visto che hai ancora capito poco.

Tu dall'inizio ti senti attaccata perchè sei una lavoratrice di call center.

Ma ti è stato detto ripetutamente che non è quello che ti fa mente precaria, anzi.

Ci sono molti lavoratori di call center che sono menti flessibili, e che sono solo da ammirare, come ci sono delle giornaliste che sembrano avere delle menti precarie.

Non devi politicizzare il tutto, o dotarlo di pesi che non ha.

Del resto, definendo carognate le leggi del tuo paese inizi con il paio di scarpe giuste la tua giornata.

Infine, ti parlo ora a titolo personale: mia sorella è una mente precaria, anche se lo è un po meno di te.

Questo non mi proibisce di volerle bene, come non mi proibisce di cercare di fare sempre anche il tuo bene.

;-)

Un abbraccio
utente anonimo

#21   06 Maggio 2008 - 22:51
 
In buona sostanza, Spik, sei mentalmente precaria perché non riesci a farti piacere il fatto di non avere sicurezza nel futuro.

L'ottimismo è il sale della vita.
(Andate a vedere che fine ha fatto l'Unieuro!)
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#22   06 Maggio 2008 - 22:57
 
Giovane e smemorato amico, tu hai scritto:

"In Italia la qualità del lavoro è una grande risorsa. Forse non sei stata abbastanza qualitativa da essere scelta per qualcosa di meglio?"

Forse non leggi nemmeno quello che scrivi tu stesso.

Altra cosa: io non sono una lavoratrice di call center. Non mi definisco come tale. Sono una persona che ha lavorato in diversi call center per pagarsi, dopo la laurea, un corso professionale, un master e attualmente un corso di specializzazione. Magari resterò una lavoratrice di call center, ma mi piace studiare e finché posso lo faccio. Lavorando nel frattempo a un futuro migliore per me e la mia famiglia. Con la tua supponenza e con le lenti rosa che vorresti applicare sugli occhi degli altri senza conoscerli e senza sapere cosa vivono ogni giorno, offendi tante persone che conosco e che si barcamenano senza altre possibilità in lavori orrendi e sottopagati.

E se non lo sai, ci sono leggi che sono carognate, e non si salvano per l'essere diventate leggi.

E non c'è bisogno che tu faccia il mio bene. Comincia dal tuo. Basta e avanza.

Bona lé.
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#23   07 Maggio 2008 - 01:15
 
Non parliamo di politica, parliamo di teorie (dovrei dire professionalità).
Da quali studi sono scaturiti i parametri che definiscono le due categorie, flessibile e precaria?
Sul sito, a parte l'arbitrario elenco dei link dei precari o flessibili, non ci sono collegamenti esterni.
Fatta eccezione per www.dreamyourmind.com (si accenna anche lì a mente e idea e sembra essere una società che fa formazione).
Poca roba per avvalorare un minimo di credibilità, mi pare.
Niente di personale.
a.
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#24   07 Maggio 2008 - 02:20
 
Angela, figurati, niente di personale con nessuno, ne con te ne con spikette, che se la prende un po troppo invece di rimbocarsi le maniche e lavorare.

Flessibilieprecari è qualcosa di neutro, non da giudizi e non è uno studio scientifico. Non è questo l'uso che se ne deve fare, e non è per questo che è stato creato.

Lista seguendo dei parametri legati alla sua vision e alla sua mission, fornendo un servizio e contribuendo a lavorare per definire dei parametri di settore.

DreamyourMind è invece semplicemente la ditta che ha creato il sito internet per gentile concessione - non eroga alcun tipo di formazione per quel che ne possiamo noi dire.

:-)

Un abbraccio

utente anonimo

#25   07 Maggio 2008 - 03:31
 
Che debba o no rimboccarsi le maniche non sei tu a doverlo dire.
Tu qui sei un ospite e non mai visto un ospite insultare il padrone di casa.
Per essere il portavoce di un sito che non dà giudizi ti stai prendendo parecchia confidenza.
Visto comunque che NON sei il tipo che la prende sul personale, voglio dirti che impressione mi hai dato dopo aver letto i tuoi messaggi: mi dai l'idea di un ragazzo di 17 anni che non ha mai lavorato in vita sua.

;-)

Un abbraccio
utente anonimo

#26   07 Maggio 2008 - 07:46
 
Indubbiamente.
Non starò neppure a spiegare che a. insieme alla mission e alla vision, generalmente c'è chi aggiunge un "chi siamo". [Potevate aggiungere delle istruzioni per l'uso e soprattutto, indicare a quei poveri precari come fare per uscire dalla lista;) ]
b. Che l'arbitrarietà delle segnalazioni è lontana dal concetto di neutralità e infine
c. "[Spikette]che se la prende un po troppo invece di rimbocarsi le maniche e lavorare" è un giudizio!
Volevo, viceversa, spiegare che con queste "credenziali" flessibilieprecari va preso per quello che è!
a.
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#27   07 Maggio 2008 - 10:29
 
mi sono persa... oddio...
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#28   07 Maggio 2008 - 11:59
 
@anonimo
forse a scuola non ti hanno insegnato cosa è un insulto.

Dispiace + per i tuoi genitori che per te.


@angela
istruzioni per l'uso non ne servono. Non è una community, ne un portale.
Dovresti ascoltare meglio quel che ti si dice: è una fotografia che varia sempre nel tempo.
I criteri di variabilità sono contenuti nella sua stessa essenza.
Come fare ad uscire dalla lista è molto chiaro - se diversi si sono già ricollocati forse loro lo hanno capito, a te magari è meno chiaro, ma questo rientra nel novero delle possibilità.

:-)

Un abbraccio



utente anonimo

#29   07 Maggio 2008 - 12:21
 
Lascia stare i genitori va', prima che qualcuno ti dia dell'orfano.

:-)

Un abbraccio
utente anonimo

#30   07 Maggio 2008 - 12:53
 
@anonimo
Ne parleremo con mamma e papà, ci sapranno loro dire qual'è il centro di recupero giusto per te.

;-)

Un abbraccio
utente anonimo

#31   07 Maggio 2008 - 13:11
 
si scrive senza apostrofo.
Prima di insegnarci com'è il mondo del lavoro comincia ad uscire dalla scuola dell'obbligo.

;-)

Un abbraccio
utente anonimo

#32   07 Maggio 2008 - 15:43
 
Cavolo! ecco cosa ho dimenticato, non mi sono rimboccata le maniche: mi sono solo alzata alle sei per andare a fare un turno di sei ore in un call center, ora lavoro al progetto per lo stage, inizio la ricerca bibliografica sulla pubblicazione alla quale mi hanno proposto di lavorare, se regge la connessione internet cerco di capire come mettere in piedi il database per la nuova attività copri-affitto e domani di nuovo, sei del mattino, etc etc, con l'aggiunta del corso all'università. Farcisci il tutto, a tuo piacimento, con le lavatrici, la roba da stirare, la cena da preparare, le pulizie. Giovane amico, io sono in maniche corte. Tu non mi conosci e mi hai sinceramente stufato. Scrivi un'altra frasetta o un altro insulto, come preferisci. Ti lascio con tutta serenità l'ultima parola.

Angela, hai sicuramente ragione. Ho sbagliato io, andava ignorato.
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#33   07 Maggio 2008 - 16:03
 
AH AH AH!! Sono indignato! Il mio blog non c'è... Inoltrerò formale protesta.

Ricordo uno dei primi commenti ricevuti - tra l'altro da una tipa che faceva la segretaria in uno studio, mica Emma Marcegaglia - e mi si diceva "se sei precario, un motivo ci sarà!"... Eccerto che c'è un motivo, sono nato in Italia e pergiunta, in Italia Meridionale!!!

Siamo "precari" semplicemente perchè non abbiamo santi in paradiso. Le "competenze" servono a ben poco, quando davanti a te, c'è sempre qualcuno che lo è meno, ma che è "più parente" di qualcuno che conta.
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#34   07 Maggio 2008 - 16:07
 
No, dai, non comincerai mica ad ignorarlo adesso che iniziavo a divertirmi   
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#35   07 Maggio 2008 - 16:10
 
Diabolica Thumper!!
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#36   07 Maggio 2008 - 16:38
 
Ah hah ah! La nuova frontiera del troll, il troll dei Baci Perugina (ma con una vision ed una mission, poffarbacco!)...i poveri sono poveri per colpa loro, non si rimboccano le maniche! Ah ah ah! Avevo sbagliato a parlare di Adam Smith...qui siamo già arrivati a Johnathan Swift
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#37   07 Maggio 2008 - 16:45
 
Thu non ti puoi lamentare ;)
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#38   07 Maggio 2008 - 17:01
 
Angela, basta, me la sto facendo addosso!!!
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#39   07 Maggio 2008 - 17:20
 
//SET PIC ON// (al #28)

"Non è una community, ne un portale" vorrebbe un accento, meglio se acuto, su quel "né".
I puristi direbbero "Non è né una community, né un portale"...
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#40   07 Maggio 2008 - 17:25
 
@anonimo
Le frasi si iniziano in maiuscolo ... ma sei italiano?

;-)

@spikette
Sono 2 giorni che ti stiamo facendo capire in tutti i modi di smetterla di rispondere per partito preso, forse lo hai capito?
Ne siamo felici.

:-)

Un abbraccio
utente anonimo

#41   07 Maggio 2008 - 19:30
 
Questo tizio dev'essere un masochista.
Con tutti gli schiaffoni che si è preso continua a voler fare la figura del fesso.
Se non altro ci ha dimostrato che in Italia c'è gente messa MOLTO peggio dei precari.
Concordo sull'ignorarlo.
utente anonimo

#42   07 Maggio 2008 - 21:39
 
@anonimo
che pazienza che ci vuole con questi bambini viziati ...

;-)

Un abbraccio
utente anonimo

#43   08 Maggio 2008 - 01:49
 
Spiacente, anonimo, ma nei tuoi ragionamenti non c'è niente di condivisibile, perchè, molto semplicemente, non sono ragionamenti... Sembra piuttosto di avere a che fare con qualcosa di molto simile ai dettati di una qualunque religione, che non possono essere messi in discussione. Scusa se te lo dico ma trovo il tuo argomentare molto gesuitico. Tu categorizzi, non dai indicazioni salvo (cito) "Inizia a vedere le cose con una luce diversa, e cerca di capire che il mondo non è quello che "credi" di vedere, ma è ben altro." e che significa? ti rendi conto che hai appena espresso la quintessenza della banalità, che non tieni in nessunissimo conto il portato esistenziale delle persone, la loro formazione, il loro carattere... se fosse tutto così semplice, ci sarebbero migliaia di psicoturapeuti a spasso, e invece pare che non sia così.... io credo che un certo grado di flessibilità (per qualcuno di più, per qualcuno meno) sia presente in ognuno di noi. Ma attento, la flessibilità che intendo io è una caratteristica mentale, mentre la precarietà di cui si parla è un aspetto economico della vita... confondere le due cose, e i due piani di appartenenza, non solo è sbagliato, ma è anche pericoloso.


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#44   08 Maggio 2008 - 02:31
 
Niente di pericoloso, come pure niente di semplice, puoi stare sereno.

Noi parliamo di Menti Flessibili e di Menti Precarie, non di precarietà e/o di flessibilità: attenzione a non confondere le 2 cose.

Per il resto, come detto spesso, ma nostra è una operazione di valore neutro: dice cose essenziali, e semplici.

Stiamo sempre parlando di macrocategorie, almeno ad oggi.

:-)

Un abbraccio
utente anonimo

#45   08 Maggio 2008 - 09:51
 
Gentile anonimo,
il categorizzare non può mai essere considerato un operazione di valore neutro, o meglio, lo è finche non si coinvolgono all'interno delle categorie gruppi di persone...
Se decidete di passare alla creazione di liste, dovete anche spiegare quali sono i vostri criteri di valutazione, quante persone avete contattato ed in che modo, quali i vostri protocolli... inserire una persona in una lista sulla base di "segnalazioni" mi sembra piuttosto riduttivo... inoltre voi parlate di "idee", non di "menti", quindi ingenerate confusione voi stessi. Le idee non appartengono a nessuno, platonicamente parlando...
noto un'altra cosa: se sganciamo le vostre categorie dal concetto del "lavoro", si torna ail vecchissimi concetti di"mente aperta/mente chiusa" , e sembra di essere su un test di "donna moderna". Lungi da me l'idea di ridicolizzare il vostro lavoro, ma se non mettete a dfisposizione dati obbiettivi, e non vuoti sillogismi, non potete pretendere che vi si ascolti con attenzione.

Una stretta di mano
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#46   08 Maggio 2008 - 14:09
 
Quel che a noi interessa non è essere ascoltati. Siamo neutri.

Effettuiamo una fotografia non proveniente da segnalazioni, ma proveniente da una analisi di base della rispondenza di chi scrive entro determinati modi di essere e/o di prendere la vita.

Una mente produce idee: queste sono flessibili o precarie.

Quella mente diviene quindi flessibile o precaria.

Abbiamo un cosa, abbiamo un come.

I criteri sono semplificati e sintetizzati nella homepage del sito.

:-)

Un abbraccio
utente anonimo

#47   08 Maggio 2008 - 15:37
 
Southwest ma sei tornato! Sono contenta: appena ho un minuto passo da te. Sempre nella Fortezza Bastiani?
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#48   08 Maggio 2008 - 15:56
 
M'è venuto il dubbio di essere precariatamente flessibile... O__O
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#49   08 Maggio 2008 - 17:54
 
Veramente crediamo tu sia precario bucaniere, sei classificato ...

:-)

Un abbraccio
utente anonimo

#50   08 Maggio 2008 - 20:54
 
Il vostro, deduco, è sicuramente un gioco, sicuramente orientato tra l'altro, perché (forse non ci avete fatto caso) al di là della categoria precario e flessibile avete espresso delle indicazioni e dei giudizi sui comportamenti individuali che guardano a un percorso, all'idea (legittimissima eh, lo ribadisco perché così nella vostra risposta mi metterete in testa un pensiero estraneo in meno) che la flessibilità sia una dote rispetto alla precarietà.

E' evidente che noi commentatori siamo oggetti di studio, e che lo studio delle nostre reazioni e in generale delle reazioni che susciterà questa vostra iniziativa è l'unica cosa che vi interessa.

Altrimenti, sa