giovedì, 26 giugno 2008

C o s a v i s i e t e p e r s i.



(Corriere)
e' passato per la testa di spikette
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categoria : on air, amour fou





mercoledì, 18 giugno 2008


Ho scoperto questa nuova passione per il Bloody Mary.
In realtà, essendo finita la vodka ed essendomi io auto-imposta di non ricomprarla (che si ingrassa anzichenò), mi sono resa conto che è proprio il succo di pomodoro che mi piace, a patto che ci sia moolto tabasco e mooolto pepe.

In famiglia sono una assoluta incompresa.

(qui trovate, oltre alla foto, una ricetta di gran classe)

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categoria : amour fou





lunedì, 10 marzo 2008

Adesso voglio dire: l'avete visto anche voi, no, il promo su Fox con quei numeretti così dejà vu (così bunker, dai!) che scorrono, no? E che si fermano sul numero 070408, no?? E guardacaso il sette aprile prossimo è un lunedì, no??? Me la fate vedere legalmente questa quarta stagione, no?? Essù, che c'ho tutto un capitoletto sul flashforward da scrivere. Essù, essù, essù. Sigh.
e' passato per la testa di spikette
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categoria : on tv, amour fou, lost addict





venerdì, 22 febbraio 2008

Ma voi l’avete visto, Caravaggio, su Rai Uno?
Io no. Nel senso, ho provato, la domenica sera.
E con l’acidità che a detta di tutti mi contraddistingue mi sono indispettita da subito per:
- il classico incipit così miseramente italiano e penosamente cronologico con Caravaggio bambino (ma miseria buona, lo avete visto, se non altro, Lost?)
- il consueto determinismo psicologico del trauma infantile intriso di bigottismo (era un depravato perché, poveretto, era stato abusato da bambino)
- il fatto che tutti lo chiamassero Michele, come quello del Glen Grant; che Caravaggio si chiamava Michelangelo e lo sanno tutti, ma probabilmente qualche editor di rete ha ben pensato che l’italiano medio si sarebbe confuso (ma come, Michelangelo? quello della cupola? non era su Caravaggio la ficsion, Caravaggio quello delle centomila lire?) e quindi per tutto il tempo lo si è chiamato Michele, come un vecchio amico della Milano da bere
- la solita idea (anche questa tipicamente italiana) del genio tout court che nasce dal nulla, come se l’arte dipendesse esclusivamente dal talento del singolo
E poi la fiction in sé era completamente priva di ritmo, così impegnata a ripercorrere la vita di Caravaggio tappa dopo tappa (vive qui, si trasferisce lì, incontra questo, fa quest’altro), come una pagina enciclopedica animata e a colori. Per non parlare del didascalismo imperante, il vede e quindi dipinge: Caravaggio trova il cadavere della donna annegata nel Tevere che userà (narrano) come modello per la Morte della Vergine; Caravaggio vede un fascio di luce colpire trasversalmente la Vocazione di San Matteo e quindi dipingerà sulla tela lo stesso fascio di luce.
Poi non ho visto più nulla perché mi sono addormentata sul divano.

Però ecco, mi chiedevo. Visto che Caravaggio andava già così tanto di moda (anche se non finirà sulle agendine e i raccoglitori come Monet perché, diciamocelo, un conto è avere il bloc notes con le ninfee, un conto è averlo con i piedi sporchi dei manovali che issano la croce di San Pietro), non sarà che dopo questa fiction ci sarà il Caravaggio-boom, un po’ come il boom dei castelli piemontesi che non si filava nessuno e che dopo Elisa di Rivombrosa si sono riempiti di turisti?
E’ possibile. Anche perché Alessio Boni è fascinoso e questo senz’altro aiuterà.
Per questo, se fate in tempo e venite a Roma, fate il Caravaggio tour prima che sia troppo tardi.

A San Luigi dei Francesi, alle spalle di Palazzo Madama, c’è la Cappella Contarelli con le Storie di San Matteo. Una volta non ci si trovava nessuno: la chiesa non è celebre e la maggior parte delle persone ignorava che ci fossero all’interno delle opere di Caravaggio, tanto che c’è una targhetta fuori che lo ricorda agli ignari passanti (senonché nessuno si avvicina a leggere la targhetta e i passanti restano ignari). Negli ultimi anni si è un po’ affollata. Portate le monetine perché è buio e la luce si accende da una macchinetta. Ma soprattutto, portate pazienza perché ci sono un sacco di cretini che fanno le foto anche se non dovrebbero (o portate un randello e ruggite).

In Piazza del Popolo, nella chiesa di Santa Maria del Popolo (si entra dalla porticina sul lato, dove comincia la salita verso il Pincio), nella cappella a sinistra dell’altare c’è la Crocifissione di San Pietro. Che è meravigliosa e fa venire le lacrime (l’ha detto anche Elena Sofia Ricci nella fiction, toh). Di fronte, la Conversione di San Paolo (per chi non ha mai provato particolare simpatia per San Paolo, come me, va detto che si vede soprattutto il cavallo e lo staffiere guarda Saulo come si guarda un pirla). Per inciso, lo sventurato pittore che ha dipinto l’ignoratissima Assunzione nella posizione centrale della Cappella Cerasi è Annibale Carracci (ma si sa: ubi maior).

In un’altra chiesa poco conosciuta (ma chi ha visto Romanzo Criminale la ricorderà senz’altro associata a Kim Rossi Stuart), quella di Sant’Agostino, c’è la Madonna dei Pellegrini. Quella che (tradunt) recò grande offesa per i piedi sporchi in primo piano, così veritieri che sembravano puzzare.

Ci sono opere di Caravaggio nella Galleria Doria Pamphili e nei Musei Capitolini, ma se dovete scegliere un museo uno, prenotate la Galleria Borghese. Vale la pena a prescindere per una qualunque delle opere che contiene. Ma c’è anche una sala con un tripudio di Caravaggio. I giovanili Fanciullo con il canestro di frutta e il Bacchino malato. Davide con la testa di Golia, che è il suo raggelante (eppure autoironico) autoritratto. La Madonna dei Palafrenieri, con il Bambino così incredibilmente nudo e Sant’Anna che sembra una vecchia strega. E lo splendido San Gerolamo.

La Giuditta che taglia la testa a Oloferne, molto splatter, è a Palazzo Barberini.

La Morte della Vergine, forse l’opera più devastante e magnifica, è purtroppo al Louvre, nella Galérie des Italiens. Se vi capita, sappiate che c’è una panchina proprio lì davanti. Sedetevi. Ne vale la pena. Gli altri turisti passeranno alle vostre spalle già stremati dall’ampiezza del museo, galopperanno alla volta della Gioconda nella saletta accanto e quasi non la noteranno. Se però stazionerete sulla panchina per una decina di minuti (visto che a Parigi non ci si va tutti i giorni, dieci minuti io ce li metterei), la gente comincerà a guardarvi con curiosità e si avvicinerà alla tela per leggere la targhetta. Avrete dato un contributo alla cultura. A Roma, se proprio, potete passare davanti alla chiesa di Santa Maria della Scala, a Trastevere, e fare idealmente uno sberleffo ai Carmelitani scalzi che rifiutarono la tela: pare per la storia del cadavere della prostituta presa come modello, pare per il gonfiore e il colorito terreo della Madonna, pare per il fatto che gli Apostoli sono affranti anziché ricolmi di Spirito Santo, pare per le scandalose caviglie scoperte della Vergine. Fatto sta che l’hanno rifiutata, i Carmelitani, e a distanza di quattrocento anni, un po’ la figura dei piccioni la fanno. Con tutto il rispetto.

Se passate per la meravigliosa Napoli (o se ci andate per andarci: in fin dei conti ci si arriva con un’ora e mezza di treno), al Pio Monte di Misericordia troverete coerentemente le Sette Opere della Misericordia. Alla sua sinistra c’è una bellissima tela con San Pietro liberato dal carcere di Caracciolo, che di solito nessuno considera perché mica è Caravaggio, eh. Però guardatela che è bella. Io nutro per quest’opera un amore gonfio di rimorsi per averla massacrata in una tesina di semiotica del testo, ma questa è un’altra storia.

Se vi viene in mente qualche altra opera nei dintorni fatemi sapere.
Prima che le fan di Alessio Boni si scatenino.
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martedì, 08 gennaio 2008

Ooh, no! No! No! Carrie: tu quoque??


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martedì, 18 dicembre 2007

est! est!! est!!!

(il
biglietto)

(sfido chiunque a dimostrarmi che vi siete fatti un regalo di Natale più bello)
(ora io e F. siamo pronti a vivere di pane e cipolla per i prossimi sei mesi)
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giovedì, 06 dicembre 2007

Ecco.
Esco adesso dalla fiera della piccola e media editoria che si sta svolgendo all’Eur.
Saccheggiato lo stand di Audino per motivi di studio.
Vivamente consigliato al fidanzato un libro che par bello.
Sopraffatta da un libro su Napoli che ufficialmente ho comprato come regalo di Natale ma che - già so - finirà con l’installarsi nella mia libreria (in fin dei conti, papà mi ha fatto degli scaffali aggiuntivi, no?) (in fin dei conti, s’era detto che alla cognata avrei preso una borsa, no?)
Ecco, voglio dire: doppie punte forever.

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mercoledì, 05 dicembre 2007

Ho fatto il mio primo acquisto su amazon.
Necessario, per la tesina. Un paio di (tre) (vabbè, quattro) (essì, un po’ di) testi che non sono stati pubblicati in Italia. Ho chiesto alla tutor dove potevo trovarli qui a Roma e lei ha risposto “su amazon uk”. Che non fa una grinza. E’ che io sono rimasta legata alla feltrinelli international sotto le due torri e mi aspettavo che mi venisse indicata una feltrinelli international, chessò, sotto il colosseo. Invece no: amazon. Che è anche meglio visto che su amazon non c’è la ztl e non devo prendere la metro per arrivarci. Solo che quando poi sei su amazon ti partono gli acquisti nel carrello con un semplice click. Il cestino di amazon non pesa. E in sterline sembra anche che tu non abbia speso tantissimo, su amazon. Ecco. Io dovevo andare anche dal parrucchiere, ma: ho fatto il mio primo acquisto su amazon. E dunque. Aspetto i libri. Mi tengo le doppie punte. Son cose.
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martedì, 04 dicembre 2007

A F. l'ho confessato mentre mi accasciavo sul pavimento in preda alle convulsioni di fronte al meraviglioso season finale.
Voglio sposare J.J. Abrams.
Se ve lo siete persi, recuperate su Rai Due.
A s s o l u t a m e n t e.
(Sopravvivere fino alla quarta stagione di Lost: sopravvivere).
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venerdì, 09 novembre 2007

Quando a una Lost-addict approvano una tesi di fine master su Lost, che può venirne fuori?! Tremate tremate..!
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